By The Way
16 canzoni
  • Data pubblicazione: 9 luglio 2002

Dopo il grande successo di Californication, il gruppo decide di incidere un disco nettamente diverso rispetto ai precedenti continuando comunque l'evoluzione melodica iniziata con Californication: così, nel 2002, esce By The Way, la prima edizione in vinile in 2 LP e poi successivamente verrà masterizzato in Compact Disc.

Warner Bros.

Prodotto da Rick Rubin.
Tecnico del suono: Jim Scott.
Altri tecnici del suono: Ethan Mates, Andrew Scheps, Ryan Hewitt, Jason Wormer.

Orchestra diretta da Marc Mann.
Registrato presso i Cello Studios, Los Angeles, CA.
Strings registrati presso i Warner Bros Studios. Mixato presso The Village Recorder, Los Angeles, CA.

Coordinatore della produzione: Lindsay Chase. Inciso da Vlado Meller presso i Sony Music Studios, New York.

Tutte le canzoni sono state scritte da Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante and Chad Smith.

By The Way Video

Can’t Stop

Universally Speaking

È stato detto di tutto sul conto di quest’album. Il giudizio della critica è stato piuttosto uniforme sul parere che questo è un grande album, a dimostrazione anche dei premi vinti dalla band agli MTV Music Awards del 2002 (anno di uscita dell’album): “Best Rock” e “Best Live Act”. Il giudizio del pubblico è stato invece piuttosto frammentato: alcuni affermano che By The Way è stato solo ed unicamente un album a scopo prettamente commerciale, nel quale la band si è adattata al pop-rock odierno; altri (anche se una strettissima minoranza) dichiarano di considerarlo uno dei migliori della band. Comunque sia che la band si sia “calmata” un po’ è sicuro.

Lontano dalla fama di band crossover, lo stile di Kiedis & Co. è ovviamente cambiato. E se questo si vedeva in Californication, lo si nota ancor di più in By The Way. Il disco apre con la grintosa By The Way (primo singolo estratto) dove John si presenta con una tagliente chitarra accompagnata dal possente basso di Flea.

Si passa poi attraverso lavori prettamente pop-rock come Universally Speaking (ultimo singolo estratto), This Is The Place e Dosed. In quest’ultima si sente l’abilità di John, che ha usato ben tre chitarre per registrare questa che è una delle canzoni più “calme”.

Don’t Forget Me non passa certo inosservata per il suo ritornello: appare infatti come una canzone dal ritmo blando, ad eccezione dello splendido ritornello dove Kiedis caccia un urlo lunghissimo, quasi un atto liberatorio per sfogare tutta la sua rabbia per una delusione amorosa che senza dubbio ha influenzato sia i testi sia la musica di questo album in canzoni romantiche come I Could Die For You e Tear, altra chicca pop-rock di elevato tasso tecnico nella quale compaiono persino il pianoforte e la tromba, strumento suonato da Flea fin da bambino.

La non convincente The Zephyr Song (secondo singolo estratto) è seguita da Can’t Stop (terzo singolo estratto), dove la band ha cercato di rispolverare le rimanenze del crossover già scarseggiante nel precedente Californication riproponendo, anche se non con una tecnica alla pari, una song molto vicina ad Around The World in termini di stile.

Si passa poi alla cupa Midnight, resa eccessivamente lunga dalle innumerevoli ripetizioni del ritornello nel finale, per poi arrivare a Throw Away Your Television dove la band si esprime con un rock apprezzabile, dove vengono messi in risalto il basso di Flea e le percussioni di Smith, lasciando però ampio spazio ad un favoloso e rockeggiante assolo di chitarra frutto del lavoro del buon Frusciante.

Che la maggior parte dell’album suoni molto strana in casa Red Hot ci viene confermato dall’hawaiana Cabron. Ad animare l’album la band gioca le carte On Mercury e Minor Thing, che pur non mostrando un punk-rock vero e proprio come quello della scatenata Right On Time (anch’essa dell’album Californication), anche per la presenza dei cori dei quali Frusciante, si fa protagonista anche nel resto dell’album.

Il disco chiude infine con Warm Tape e Venice Queen. Nella prima Frusciante si è cimentato addirittura nell’uso della tastiera. La seconda è da considerarsi una delle migliori espressioni pop-rock della band, che prevale sulle già citate Dosed e Tear. Questo grazie ancora una volta all’ottimo John, che con un colpo di genio si inventa uno stupendo cambio di ritmo che divide come in due la traccia. Nella prima si parte con una sezione elettrica incalzante e cupa, nella seconda, molto più vivace, una favolosa chitarra acustica accompagna da un ottimo Kiedis.

Tirando le somme By The Way è un album valido dal punto di vista tecnico. Il pop-rock inconcepibile nei primi album per una band che della fisicità e del crossover faceva la sua forza, ha qui trovato la sua evoluzione tecnica che era nata a partire dal più convincente Californication. L’album è stato sicuramente influenzato dal suond dei ’70 tanto amati da Frusciante, che si rende ancora una volta protagonista grazie ai cori e alla sua chitarra, dalla quale riesce a sprigionare melodie semplici ma allo stesso tempo molto efficaci.
Ed è proprio qui che sta l’abilità di John, un musicista completo che si offre nell’uso di sintetizzatori e tastiere (Warm Tape).

Per concludere va detto che alcune canzoni potevano essere sostituite dalle ottime b-sides presenti nei singoli, che pur restando sulla linea del pop-rock, avrebbero dato un impatto maggiore all’album (Rivers Of Avalon, Out Of Range, Body Of Water, Time).

Autore: *sir psycho sexy*

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