The Uplift Mofo Party Plan
12 canzoni
  • Data pubblicazione: 29 settembre 1987

Con questo album la band torna alla sua formazione originale. Sarà l'ultima apparizione per il chitarrista Hillel Slovak in un album di inediti dei Red Hot Chili Peppers, in quanto l'anno dopo morirà per overdose.

EMI Manhattan

Tutte le canzoni sono state scritte dai Red Hot Chili Peppers escluse:
– “Subterranean Homesick Blues” (Bob Dylan)
– “Behind The Sun” (with Michael Beinhorn)
– “Walkin On Down The Road” (con Cliff Martinez)
Prodotto da MICHAEL BEINHORN.
Registrato da JUDIE CLAPP.
Mixato da DAVID SCHIFFMAN.

Fight Like A Brave

Dopo due anni e mezzo dal suo predecessore arriva questo The Uplift Mofo Party Plan, caratterizzato dallo stato sempre più precario di Slovak (ormai la dipendenza dall’eroina è un dato di fatto) e di Kiedis a seguire le orme del suo chitarrista.
Intanto i Peppers passano alla EMI Manhattan, e nonostante le pressioni di Anthony che avrebbe voluto Rick Rubin arriva come produttore Michael Beinhorn, che sarà il primo a cogliere in pieno (o quasi) la creatività e la muscolosità della musica dei Red Hot. Dopo che i primi due album delinearono la proposta musicale del gruppo, TUMPP (che tradotto vuol dire “Il progetto di festa che faccia rizzare il pene”) è un disco più compatto, in cui lo scarto tra alti e bassi viene ridotto al minimo, cercando di smussare gli angoli che avevano resi troppo spigolosi i primi due lavori in studio.

Sicuramente la chiave di svolta è Beinhorn, che colse al meglio la genialità inesplosa dei quattro rocker riuscendo, grazie ad un lavoro duro e intenso, a rendere compatte le dodici tracce che finiranno sul disco; Flea a proposito di questo non lascia adito a interpretazioni di sorta: “Con Michael Beinhorn fu tutta un’altra cosa; se Clinton amava un clima disteso e allegro in studio lui preferiva l’efficienza totale”.

L’opener del disco è affidata ad un brano forte, dall’impronta decisamente rock, un inno alla gioia di vivere, al non lasciarsi travolgere dagli eventi. Il brano in questione è Fight Like A Brave. Subito a ruota arriva Funky Crime, primo vero esempio di musica crossover nel repertorio dei Red Hot, sorretto da una sezione ritmica martellante e da un Kiedis impostato e potente nel ritornello.

Me And My Friends è invece il manifesto dello spirito che guida e guiderà l’esistenza del gruppo, potente ma allo stesso tempo melodica, a tratti sconfinante nel metal per poi concludersi con un coro gioioso e divertito ad inneggiare l’amicizia che lega i quattro musicisti.

Backwoods è un omaggio ai padrini del rock e del blues, anche se il brano in questione viene sorretto da un’inizale riff rockeggiante di Slovak e dal basso slappato di Flea per poi proseguire in territori più vicini al funk/punk. L’album scorre via benissimo senza brani inutili, passaggi logoranti e stacchetti imbarazzanti, e neanche la rapidissima e funkeggiante Skinny Sweaty Man e la successiva ballata melodica Behind The Sun (brano premonitore delle felici scelte future) danno l’impressione di essere dei riempitivi di sorta.

Quando si arriva al settimo brano arriva la cover di turno: Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan. La rivisitazione dei peperoncini è ovviamente stravolta rispetto al folk blues originale, il ritmo diventa il punto di forza del brano, mentre l’assolo di Slovak è magistralmente sorretto da un’ ottimo lavoro di batteria di Irons.

Di seguito arriva la complessa Special Secret Song Inside che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi “Party On Your Pussy” (come recita il trascinante ed esplicito ritornello), ma le pressioni della casa discografica portarono il gruppo a decidere per questo emblematico titolo;

No Chump Love Sucker ricorda da vicino l’esplosioni hardcore dei primi brani della band, quasi a voler aprire un ponte con il passato; il brano risulta vincente in tutti i reparti: Kiedis è incisivo, Flea così come Irons martella per tutta la durata del brano il proprio strumento, mentre la chitarra di Slovak emana un riff dal refrain punk.

A concludere l’album arrivano il blues sgangherato di Walkin’ Down The Road, carina ma non trascendentale, e il dub ricercato (quasi reggae) di Love Trilogy e il rock autobiografico della conclusiva Organic Anti-Beat Box Band caratterizzata da una sezione di fiati e cori nel ritornello.

E’ bellissimo constatare come questo LP, che raduna per la prima (ed unica) volta la formazione originale, trasudi solarità, vivacità e potenza grazie alla grande coesione dei quattro elementi che danno la sensazione di aver composto una sola lunga jam session di trentotto minuti suddivisa in dodici tracce che regalando all’ascoltatore una prova convincente, dove solo qualche rarissimo e sporadico episodio nel finale del disco non va a segno.
Nel complesso The Uplift Mofo Party Plan può essere considerato il primo vero album dei Red Hot Chili Peppers, non a caso il disco arriverà alla posizione 128 delle classifiche americane e darà la possibilità al gruppo di esibirsi anche in Europa dove in passato si era fatto vedere solo per qualche sporadica apparizione.
Autore: *sir psycho sexy*

Formazione

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com