I Red Hot Chili Peppers si sono esibiti alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO)

I Red Hot Chili Peppers si sono esibiti alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO)
Data:11 ottobre 2016
by Luke

Finalmente è arrivata la grande notte dei Red Hot Chili Peppers. La band californiana torna in Italia a 4 anni dalla loro ultima esibizione all’ Heineken Jammin Festival di Milano, con un nuovo disco appena pubblicato, “The getaway”.

Migliaia di fan sono giunti nel capoluogo emiliano da ogni angolo d’Italia; in mezzo alla gente in fila si intravedono anche molti ragazzi provenienti dall’estero. La temperatura mite rende meno faticosa l’attesa davanti ai cancelli iniziata, per molti di loro, già dalle prime ore del mattino. Alle 18:30 i cancelli si aprono e inizia la corsa verso le prime file. Fortunatamente il pubblico è disciplinato e tutto si svolge senza alcuna ressa o disordine.

Alle 20 sale sul palco l’unica band di supporto presente , si tratta dei francesi La Femme, un gruppo new wave con contaminazioni di pop e rock psichedelico. Il pubblico piano piano si lascia trascinare dalla band, che suona per 40 minuti, prima di lasciare spazio ai veri protagonisti della serata, che per l’occasione si fanno desiderare più del previsto.

Kiedis e compagnia salgono sul palco alle 21:15 e vengono accolti da un boato da parte del pubblico, mentre introducono il loro spettacolo con una delle loro immancabili jam. Neanche il tempo di applaudire e partono “Can’t stop”, “Dani California “ e “Scar Tissue “, proprio come a Barcellona 7 giorni prima. Ma con i Red Hot nulla è scontato e infatti le variazioni in scaletta non mancano: tocca a “Dark Necessities “ aprire il numero ristretto di canzoni del loro ultimo lavoro “The Getaway”.

Il pubblico è completamente ipnotizzato dalla prestazione  vigorosa di Kiedis e dall’esuberanza di Flea, le cui dita danzano sulle corde del basso con naturalezza e decisione come se fossero una cosa sola. Lo spettacolo luminoso generato da luci colorate che scendono e salgono ripetutamente variando colore e ordine di discesa contribuisce a rendere lo spettacolo bello anche da vedere.

La serata prosegue con una setlist adeguata anche per chi non conosce ogni singolo pezzo dei Red Hot Chili Peppers. E’ la volta di “ The Adventures of Rain Dance Maggie” , uno dei singoli più celebri di “I’m with you”, il loro album del 2011. “Sick Love “ e una bellissima esecuzione di “Go Robot”  vengono accolte con particolare entusiasmo dagli spettatori. che dimostrano di gradire le esecuzioni dal vivo del loro ultimo disco benché secondo molti si discosti troppo dal vero sound della band più vigoroso ed energico.

Mentre il gruppo continua a suonare senza alcuna pausa inserendo delle piccole jam fra una canzone e l’altra, non mancano le esecuzioni di grandi classici, tocca a “Californication” e “ By the Way” riscaldare ancora di più gli animi del pubblico che sembra non contenersi più. Lo spettacolo della platea visto dall’alto è da brividi: braccia alzate, salti e perfino qualche “pogata “ contribuiscono a trasformare l’Unipol Arena in un tripudio di energia e di gioia collettiva, quella gioia che solo un grande concerto rock sa infondere.

Finalmente la band si concede una piccola pausa prima di ripartire con il gran finale,  tocca ad una jam a due tra Chad & Josh (con accenno a “Five years” di Bowie), cui segue la nuova “Goodbye Angels”,  prima di lasciare spazio all’immancabile e straripante “Give it Away” con la quale la band californiana di congeda dal pubblico. Flea ringrazia tutti invocando “Peace and love”, il pubblico applaude festoso e la serata si conclude. A caldo nessuno si rende ancora conto di cosa abbia  visto realmente, tanta è l’adrenalina che si ha addosso.

Il pubblico italiano aspettava con ansia il ritorno dei Red Hot Chili Peppers dal vivo; anche per questo era lecito attendersi qualcosa di più in termini di durata dello show. Meno di due ore sembrano decisamente poche, specie se si considerano le jam inserite di tanto in tanto che hanno fatto abbassare il numero effettivo dei brani in scaletta. Qualche pezzo in più avrebbe mitigato la delusione di chi non è riuscito a sentire il proprio  preferito a causa dei tempi ristretti dello show.

Quanto alla prestazione della band, Chad Smith ha “picchiato” adeguatamente la batteria e Josh Klinghoffer ha dimostrato ancora una volta che il gruppo può andare avanti senza John Frusciante, ex chitarrista storico idolo dei fan uscito definitivamente dalla band nel 2009.

Flea non si discute, si ama. La padronanza del basso, la sua esuberanza mista a un profondo senso di incoscienza (a fine concerto si è cimentato in una breve “passeggiata “ a testa in giù prima di cadere rovinosamente ma senza alcuna conseguenza) fanno di lui un vero leader. straordinariamente amato dai fan grazie anche al suo frequente italiano fra una canzone e un’altra, che abbatte ogni barriera.

Kiedis è Kiedis: un frontman unico. ILa sua performance vocale ieri andava rivista un po’: durante le ultime canzoni non si poteva fare a meno di notare un certo affaticamento nelle  corde vocali. Per fortuna Anthony riesce a sopperire alle difficoltà con il suo tipico esibizionismo da animale da palcoscenico.

In definitiva uno spettacolo bello anche se breve: i ragazzi californiani sanno ancora fare un grande rock, a modo loro. Appuntamento a Torino: sarà un’altra grande serata di musica.

(Nicola Cappella)

SETLIST:
Dani California
Scar Tissue
Dark Necessities
The Adventures of Rain Dance Maggie
Right on Time
Sick Love
If You Have to Ask
Go Robot
Californication
The Getaway
Suck My Kiss
Soul to Squeeze
By the Way
BIS
Goodbye Angels
Give It Away

Fotogallery:
http://www.rockol.it/gallerie-fotografiche/3907/8-ottobre-2016-unipol-arena-casalecchio-di-reno-bo-red-hot-chili

Fonte: http://www.rockol.it/

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